Dieci minuti prima mi avevano dato un copione, mezza pagina di un foglio A4 che non avevo neanche aperto prima di presentarmi a loro; dovevo leggerlo a Raffaella.
Aprii il foglio una volta lì, era una banale storiella da raccontare e far ridere facendolo, e se Dio mi ha dato una dote è quella.
Via una riga, due, la terza a seguire, come le serie di goal che Batistuta rifilava a Pagliuca nelle giornate migliori, tutti piegati, Raffella, Japino, il cameraman, la guardia, il Cecchini che era stato provinato prima di me ancora in studio, un macello.
Il provino successivo fu pura formalità, era già stato scelto.
Due mesi dopo andai a Roma.
Un pesce fuor d'acqua.
Vivevo in hotel, mangiavo da solo da Giorgio (il ristoratore degli impiegati della posta), non frequentavo nessuno, ero talmente depresso che non riuscivo nemmeno a scopare le fan.
Avere avuto Facebook o MySpace avrebbe compensato, ma allora Internet viaggiava a 14 k e a me non rimanevano che i libri della Feltrinelli che divoravo uno dopo l'altro.
Roma è una città stupenda, che vive ogni giorno della settimana, ma se sei da solo diventa interessante quanto Chiusdino, ridente pesello ubicato su un cucuzzolo tra Siena e Grosseto dove i miei ai tempi avevano un'attività.
Il martedì tornavo a casa, sempre.
Col Lusini (che a quei tempi era in cassa integrazione) andavamo a Siena, mi fermavano per strada: "Che culo, beato te!", eh... che culo!
Il mercoledì ripartivo per quella che sarebbe stata un'altra settimana di noia tra i Carramba Boys.
Io e 39 di loro, più Mirko, la riserva.
39 palestrati, egocentrici, aggressivi, effeminati che mi odiavano fino alla morte perché rubavo loro quei maledetti cinque minuti di visibilità, che corrispondevano al racconto della storiella quotidiana, come se al provino io non fossi stato preso per fare quello e comunque non lo avessi fatto dieci volte meglio di loro.
Il giorno della befana fu un sollievo, di nuovo a Certaldo, a fare il falegname con mio padre.
In dieci anni non ho mai scritto di questa esperienza, e non ho mai risposto chiaramente a chi mi ha chiesto del perché non abbia avuto un seguito.
In questi 10 anni ho studiato, lavorato sul campo, scritto, provato, frequentato i posti giusti, forgiato il mio stile, fatto quello che probabilmente avrei dovuto fare prima però senza farlo perché troppo impegnato a studiare l'inglese e provare a portarmi a letto le straniere dello Space, senza mai parlare di questa esperienza, arrivata troppo presto e nel modo sbagliato.
Una cosa comunque la posso dire, quell'esperienza un seguito non lo ha avuto perché per quanto mi riguarda non è nemmeno mai iniziata, ed anche se mi ha sbattuto in televisione davanti a milioni di persone con chili di trucco in faccia e costumi alla Freddy Mercury addosso, non mi hai mai rappresentato veramente.
Io sono altro e lo dimostro ogni volta che mi esibisco nelle mie serate, che la gente però non viene a vedere perché è troppo impegnata a guardare la tv ed a chiedermi "Ma perché non torni da Raffaella!".
Scusate la confidenza, ma perché non ve ne andate a fan....!!!!!